Era stato annunciato un record di partenti alla 26° Coppa del Chianti Classico e così è stato. Sono stati battuti molti record dei tempi effettuati nelle gare precedenti delle classi dei vari gruppi, grazie anche al nuovo manto stradale e naturalmente ad alcune modifiche regolamentari permesse.
Le condizioni meteo davano pioggia per la gara e i molti erano preoccupati. Il sabato ha regalato una giornata di caldo sole e la domenica coperto ma non troppo. I piloti provenivano da otto Stati Europei ed erano rappresentati dalle loro bandiere innalzate al vento vicino alla partenza. C’è stato un miglioramento nella qualità delle vetture partecipanti rispetto agli altri anni, come pure nell’apparato organizzativo del Chianti Cup. Altra novità è stato il monitor che segna i tempi dei concorrenti giunti al traguardo, piazzato vicino alla partenza, ma non visibile dai concorrenti. Alle ore 15.01 agli ordini del Direttore di Gara Vladimiro Maestrini partono a distanza di 30” i centosessantanove concorrenti per le prove ufficiali. Purtroppo alcuni concorrenti devono fermarsi lungo il tracciato per rotture alla vettura e non saranno in grado di prendere la partenza per la gara (vedi Falorni)e Bruni che ha beccato un cordolo piegando il mozzo della sua Lotus Seven invece è riuscito a partire. Per la grande maggioranza dei piloti c’è contentezza per aver terminato le prove senza dover intervenire sulla vettura per la gara, e si danno appuntamento nei ristoranti e nelle cantine per parlare delle prestazioni e ascoltare le impressioni degli amici.
Alle ore 10.01 della domenica, come da regolamento, prende il via il primo concorrente, dopo aver scrutato il cielo per carpirne i ‘sentimenti’. Ci sono state alcune pause per rotture delle vetture e alcune uscite di strada. La più seria è toccata all’amico Gianluca Riccardi che al bivio S. Leonino si è girato in testa coda e per tentare di recuperare il tempo perso si è buttato a capofitto fino alla curva in dosso di Fonterutoli, ma arrivato lungo si è attaccato ai freni finendo diritto. Altri non sono riusciti ad arrivare come Lavieri ritirato prima del Bivio Sagna, e Sambo più o meno allo stesso posto, e Del Santo prima di Fonterutoli che fino a quel momento aveva un bel tempo, e Del Nibbio, e Canardi, e Palazzi più o meno nella stessa zona, e David Baldi prima del Bivio Sagna aveva il miglior tempo nel primo rilevamento, il terzo tempo nel secondo rilevamento, e il miglior tempo nel terzo rilevamento. Altro testa coda quello di Peruch prima di Fonterutoli e per lui la gara non avrà storia. Alla fine il solito Uberto Bonucci incassa il Trofeo e segna il nuovo record sul tempo. Peroni all’arrivo ha ammesso sportivamente la sconfitta dicendo di aver mal interpretato il tracciato e di aver perso la gara nei tratti di Fonterutoli e nell’ultima parte dell’arrivo. Ambroso raggiante per il tempo effettuato. Alessandro Franchi ha migliorato dallo scorso anno circa nove secondi grazie alle gomme slick. Ma dai documenti di classifica risulta iscritto nel Gruppo 2 Periodo G2 e quelle gomme non sono ammesse. Poi seguono: Muradore con un bel 4’24” e Giovanni Bartoli che ha migliorato di dieci secondi. Ma la sorpresa viene dal tempo di Pauli che ha migliorato in un anno 9”. Altre sorprese quelle di Failli, e di Emiliano Gerardi, e Maurizio Bianchini che ha avuto anche un problema alla quinta marcia all’arrivo. Buona gara quelle di Banchetti e C. Lombardo che per un testa coda a perso quattro posizioni, Gonzi che ha preceduto Morselli, e Volpinari che ha vinto il duello con Polledro, e Del Corto, e Bonifati su Alvaro Bartoli. Ottime le prestazioni di La Commare, e di Luciano Rebasti e di Carmine Dellea che ha battuto Scagliarini di nove secondi, e di Motta primo delle 700, e di de Angelis che ha battuto Palmieri.
I vincitori dei Periodi sono: D- Prugger, E- Dellea, F- Zavarini, G1- Bocchi, G2- A. Franchi, H1- Bonucci, H2- P.Franchi, I- Grazzini.
Nelle note: Il Team Chianti Cup è riuscito a fare riasfaltare il tracciato da Mulino di Quercegrossa a Castellina in Chianti in poco più di un anno. Ora gli sforzi si dovranno concentrare nella direzione delle protezioni. Un plauso all’amico Franco Becci per la bravura con cui porta a termine il lavoro che gli viene affidato.
Piergiovanni Volpinari
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